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GFS Architettura

Architetto e designer, lavoro con la convinzione che ogni progetto debba avere un'identità precisa, nata dal dialogo tra funzione ed emozione.

La mia attività si articola in tre ambiti complementari: la progettazione architettonica, la produzione artistica con materiali come le resine, e il design di oggetti.

Ogni elaborato nasce dal disegno a mano — uno strumento di pensiero prima ancora che di rappresentazione — e si sviluppa attraverso soluzioni per ogni situazione e ogni contesto.

Contatti:
fabio@giorgisstudio.net

Foto di Fabio

Caratteristiche del sito

Questo sito sta diventando, senza che io lo voglia, un semplice taccuino: pagine di appunti e di disegni appena accennati, di idee più che di lavori compiuti. Foto e disegni tecnici sono solo aggiunti ad esso e, come si vede, non so imbastire pagine di un vero sito. Ma preferisco così.

Foto di opere finite non ne trovo nel mio archivio. Trovo solamente foto dimostrative con tetti aperti, un'infinità di lesioni, muri, cordoli, travi marce, fosse settiche, soffitte, fibre di tutti i generi, tele e ragnatele — mi sono interessato molto di recupero di edifici, anche antichi — nulla di pavimenti che luccicano, particolari architettonici fotografati con cura come si dovrebbe fare quando si finisce un lavoro.

Gli schizzi, le prospettive colorate a pastello, non li trovo più: erano le prime cose a cui si dava fuoco, a fine lavoro, con enorme piacere. Le foto no, quelle si salvavano — solo per valore di testimonianza. Altrimenti avrei bruciato anche quelle.

Il fuoco è un piacere che l'informatica ci ha tolto per sempre. Dopo un esame (come pure dopo un lavoro) non si bruciano più i lucidi, gli spolveri, gli schizzi e gli scarabocchi, i plastici di prova (che sono stati fotografati, ma le cui foto non si ritrovano — o te le fregano). In compenso però non si ritrova più niente: tutto affondato in un mare di file, hard disk spenti e CD che forse nessun lettore legge più.

Quello che riesco a recuperare, lo metto qui dentro. Io mi diverto, forse solo io, a rivivere memorie di esperienze passate.

Ai 4 o 5 malcapitati che si fossero incuriositi al mio lavoro, quindi, chiedo scusa: il materiale, specie quello vecchio, è scadente. Qualcuno dice che in mezzo ci sia anche qualche disegno buono. Forse da sviluppare meglio, un giorno.

Produzione artistica

Una ricerca continua su materiali, superfici e colori. Le resine epossidiche diventano supporto per opere uniche: pannelli, installazioni e oggetti d'arredo che uniscono la plasticità della materia alla precisione progettuale.

Ogni pezzo è prodotto artigianalmente in serie limitata o su commissione. La sperimentazione con pigmenti, inclusioni e texture rende ogni opera irripetibile.

Qui si trovano foto e disegni delle opere perlopiù attualmente in corso di progettazione o di realizzazione. Nella maggior parte sono progetti di restauro o recupero di edifici esistenti e storici, anche molto antichi.

ASCENSORE SU PALAZZO STORICO

Lavoro in corso di progettazione

RICOSTRUZIONE CHIESA E CIMITERO DI CELLE

Progetto di restauro e recupero

COMPLESSO PARROCCHIALE DI TITTA

Lavoro in corso di realizzazione

CHIESA E CANONICA DI FIUME

Consolidamento e restauro — In fase progettuale

COMPLESSO DI USERNA ALTA

Chiesa di San Michele e Sant'Eurosia — dopo il restauro

RESTAURO DELLA CHIESA DEL CIMITERO DI CANOSCIO

Restauro post-sisma 1997

CIMITERO MONUMENTALE DI CITTÀ DI CASTELLO

Progetto

In questa sezione sono raccolti gli oggetti che ho avuto modo di disegnare durante la mia attività di architetto. Non sono prototipi in cui la fantasia progettuale non ha limiti; più semplicemente potrei definirli progetti in cui la creatività è limitata dalle necessità del reale — e per questo, per esperienza, molto più prolifica.

Parliamo di forme e materie che si discostano dall'esperienza moderna, ma che mi interessa ancora oggi seguire attraverso percorsi particolari: tramite gli artigiani, che realizzano l'oggetto progettato e ne rilevano per primi i difetti; attraverso il committente, che può, se opportunamente seguito, aggiungere ulteriore significato alla cosa da realizzare. L'esperienza è stata molto arricchente.

TAVOLI

Noce, pero e altri legni pregiati

SEDIE

Su commissione

MOBILE BAGNO

Arredamento

MANSARDA

Prova

SPAZI DOMESTICI

Arredamento

Lavoro in corso di progettazione

La mobilità verticale nelle costruzioni plurifamiliari più alte — oggi edifici di tre piani già sono da considerarsi alti — sia per la presenza di abitanti in media sempre più anziani, sia per gli handicap comunque spesso presenti fra i condòmini, dovrebbe essere al centro degli interessi degli architetti chiamati ad occuparsi di recupero edilizio.

Ascensore su palazzo storico

Svariati i vantaggi nel realizzare all'interno di una costruzione alta un comodo ascensore: a parte quelli relativi all'aumento dei valori economici, vi sono forti motivazioni nello scoprire il ruolo di un'attività progettuale in grado di migliorare la vita delle persone, consentendo di dotare spazi, anche storicizzati, di elementi tecnologici aggiornati alla contemporaneità.

Non da ultimo vi è la consapevolezza, che si radica in modo sempre più forte man mano che si procede nel progetto, che la tecnologia possa anche sovrapporsi all'architettura preesistente senza limitarne la lettura, ampliando le modalità di percorrenza dei suoi ambienti e conseguentemente modificandone la percezione.

Nel progetto dell'immagine appare interessante riuscire a percepire gli ambienti della scala che si susseguono nel percorso verticale attraverso le pareti trasparenti del vano corsa dell'ascensore: una modalità tutta nuova di fruire dell'architettura e del suo apparato decorativo preesistente.

Non da ultimo vi sono quelle funzioni, che si potevano svolgere ai piani più comodi e accessibili, le quali, con tale innovazione, possono essere collocate anche agli ultimi piani — si pensi agli uffici e ad attività simili.

Situazione del progetto — 10/06/2026

Il progetto, da alcuni anni, è bloccato nella ricerca di fondi per essere reso esecutivo. È stato presentato alla fine del 2022 all'Amministratore, in attesa di trovare le risorse per renderlo esecutivo.

Nell'attesa, per rendere l'idea nota e comprensibile ai condòmini, ho pensato di realizzare un filmato per mostrare lo spazio interno alla scala una volta realizzato il nuovo ascensore.

Il progetto definitivo svolto ha consentito di dare risposta ai vari temi progettuali che inevitabilmente sono emersi e ha consentito altresì di determinare l'entità della spesa da affrontare.

Pertanto, si riporta il filmato in questa pagina, omettendo le motivazioni che hanno sin ora impedito di giungere all'avvio dei lavori.

▶ Guarda il filmato

Progetto di restauro e recupero

La ricostruzione è quasi integrale: pochi sono gli elementi architettonici che si sono potuti recuperare — qualche cornice, gli elementi in pietra ai lati del cancello d'ingresso, lo stesso cancello, alcuni elementi del coronamento, dai quali però non si è potuto ricostruire il disegno originale. Tutti gli elementi recuperati sono stati riutilizzati; il resto è stato disegnato ex novo.

Cimitero di Celle

Le varie forme adottate si ispirano all'architettura tradizionale: i muri in pietra con ricorsi in mattone; rivestimenti in malta dipinta, realizzati "alla prima", senza guide, seguendo le irregolarità delle superfici murarie; cornici ricostruite magistralmente dall'Impresa Milli secondo un disegno apparso nella memoria dell'architetto.

Cimitero di Celle Cimitero di Celle

Oltre che di una ricostruzione architettonica, si tratta di un esperimento di "ricostruzione paesaggistica" di un luogo che presenta più di un motivo d'interesse sul piano ambientale. Non esistono testimonianze né fotografiche né descrittive di come fosse l'edificio prima dei bombardamenti aerei e dei crolli che lo hanno interessato fino al 1997.

Cimitero di Celle
Cimitero di Celle Cimitero di Celle

L'intervento sembra riuscito se si considerano le pubblicazioni locali che lo ritraggono come un qualsiasi elemento del paesaggio da sempre lì, caratterizzante il territorio aperto di Città di Castello.

Cimitero di Celle
Cimitero di Celle Cimitero di Celle
Cimitero di Celle Cimitero di Celle
Cimitero di Celle

Fotografie: archivio GFS Studio / Stefano Radicchi

Restauro e recupero funzionale — Diocesi di Città di Castello

L'intervento viene realizzato dalla Diocesi di Città di Castello grazie al contributo Otto per Mille alla Chiesa Cattolica. È un intervento molto esteso sull'intero complesso edilizio — costituito da chiesa e canonica — che presenta notevoli problemi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria, e necessita anche di interventi di restauro e di un recupero funzionale dell'intera struttura.

L'attuale progetto di recupero lo si deve al sottoscritto arch. Fabio Giorgis come progettista architettonico e altro, assieme all'ing. Luca Fontanelli per le Strutture, all'ing. Stefano Morelli per gli Impianti e all'ing. Riccardo Rebiscini per la Cantieristica e Sicurezza. Collaudo arch. Massimo Meazzini.

Complesso parrocchiale di Titta - stato attuale

Mentre, quanto al progetto originario, esso è a nome dell'arch. Giorgio Giorgi — oggi non più in vita — che fu un architetto molto attivo negli anni '70, impegnato a Città di Castello, sia in progetti di nuove costruzioni anche pubbliche, sia nel restauro di importanti edifici storici.

Pur non essendo un edificio storico secondo le norme attuali, lo diverrà in tempi relativamente brevi. Anche per questo si è deciso di operare nella progettazione già nell'ottica del recupero, salvaguardando lo stile e lo spirito che caratterizzano il periodo storico durante il quale chiesa e canonica furono realizzate — anni '60/'70 — volendo in tal modo trasmetterli alle generazioni future.

Titta Titta

L'intero complesso va considerato come una preesistenza importante rispetto all'edificato circostante: fu il primo intervento edilizio nella pianura che lo ospita, all'epoca destinata esclusivamente ad uso agricolo. Gli spazi di pertinenza del complesso compensano la grave mancanza di spazi urbani comuni che la pianificazione frettolosa di quegli anni aveva trascurato.

Esito dei lavori

I lavori si sono conclusi regolarmente alla fine del 2024 e il contributo, con quali lavori sono stati finanziati, è stato interamente liquidato. Di seguito si aggiungono alcune foto dei lavori conclusi.

Esterni

Interni

Fotografie: archivio GFS Studio

Restauro post-sisma 1997

Questo è uno degli edifici antichi che la Parrocchia di S.M. Madre della Chiesa ha potuto, in parte, recuperare con le operazioni di restauro realizzate mediante i contributi — insufficienti, per la verità — del sisma del 1997. Tali contributi sono appena serviti a rimettere in sesto una struttura che stava letteralmente per collassare.

Chiesa di Fiume

Un progetto di recupero completo sarebbe già pronto per trasformare il complesso in modo definitivo, ma la Diocesi per ora ha altre urgenze. Si dovrà ancora attendere prima di poter vedere finanziato tale progetto e dare avvio ai lavori conclusivi.

La canonica attende da tempo un finanziamento per il suo riutilizzo. Subito dopo il terremoto del 1997 vi furono eseguiti i primi lavori, viste le condizioni di possibile crollo che si stavano verificando, grazie a un finanziamento statale per i danneggiamenti regolarmente ottenuto. Prima dei lavori furono messe in sicurezza le opere pittoriche e gli oggetti di valore archeologico che si trovavano all'interno della chiesa.

Da accordi con l'allora Economo, la parte restante dei lavori sarebbe stata garantita dalla Diocesi stessa: il Parroco aveva ottenuto il via libera per una serie di interventi finalizzati al riutilizzo dell'intero complesso, che poi non fu più possibile realizzare per motivi esterni alla Parrocchia.

Nei primi anni Duemila furono stanziati, dietro opportuna richiesta, i fondi per la messa in sicurezza della chiesa — allora molto malmessa — e dell'altra chiesa storica della parrocchia, quella di Userna Alta. Si attende ora solo il finanziamento finale per la conclusione dei lavori, per il quale il progetto è già stato redatto, nel 2016.

Primo finanziamento — 1998 circa (messa in sicurezza)

Progetto e direzione lavori: Fabio Giorgis, Architetto
Parroco: Don Piero Guerri
Impresa: Antonio Giambi
Indagini sotto scialbo e altro: Giuliano Guerri, Restauratore

Agli inizi degli anni Duemila si ottenne un secondo finanziamento, questa volta destinato alla sola chiesa. I lavori furono seguiti dallo stesso parroco, Don Luigi Guerri.

Secondo finanziamento — inizio anni 2000 (chiesa)

Progetto e direzione lavori: Fabio Giorgis, Architetto
Parroco: Don Luigi Guerri
Restauro opere pittoriche: Giuliano Guerri
Impresa: Fratelli Lucaccioni, Città di Castello (PG)

Si attende adesso di poter realizzare l'ultima parte del lavoro, con finanziamento CEI, per il quale il progetto è già stato redatto e consegnato, a firma di Fabio Giorgis.

Chi si dovesse imbattere nella presente descrizione può constatare, a titolo di informazione, un accenno della ricchezza storica di quanto era contenuto all'interno di questi monumenti. Attualmente oggetti, quadri e altro che erano parte del complesso edilizio, con autorizzazione della Soprintendenza, sono stati trasferiti altrove per difenderli da atti vandalici e da furti.

Si spera di poterli presto reintrodurre negli spazi originari, rendendo possibile quell'esteso museo del territorio tifernate che si estende per l'intero comprensorio.

Le mensole di gronda sono state tutte ricostruite con le stesse lastre in pietra originali (non in mattone).

Parti della quadreria che era a Fiume

Probabilmente opera dello Sguazzino — si trovava nel braccio sinistro del transetto, prima del terremoto del 1997.

Sull'altare maggiore, forse opera del Chialli — prima del 1997.

Crocefissione con Santi, non attribuito.

Plastici di studio

Tre momenti durante il lavoro

Fotografie: Stefano Radicchi

Interventi post-sisma 1997

In due interventi distinti — per la Chiesa di San Michele e Sant'Eurosia e per la canonica attigua alla stessa chiesa — nei primi anni duemila gli edifici sopra menzionati furono riparati e in parte restaurati, con un finanziamento per i danni causati dal terremoto del 1997.

Committenza: Parrocchia di S. Maria Madre della Chiesa in Userna, parroco Don Piero Guerri
Progetto e direzione lavori: Fabio Giorgis, Architetto
Impresa incaricata: Fratelli Lucaccioni, Città di Castello (PG)
Restauro pittorico: Giuliano Guerri — opere pittoriche (affresco) e prove di compatibilità con i lavori sulle superfici intonacate

L'edificio, in parte abitato, fu riparato quasi completamente: furono rinforzate le murature e il tetto, rifatte le pavimentazioni, anche nelle parti strutturali.

L'importante affresco all'interno della chiesa dovette essere consolidato nel supporto pittorico e nella muratura retrostante. Alcune parti pittoriche mancanti non sono state reintegrate, secondo le prescrizioni e le direttive della Soprintendenza.

Chiesa di San Michele e Sant'Eurosia — dopo il restauro

Restauro post-sisma 1997

Intervento realizzato a cura del Comune di Città di Castello, con finanziamento per i danneggiamenti dovuti al terremoto del 1997.

Progetto e direzione lavori: Architetti Fabio Giorgis, Luca Massetti
Consulenza strutturale: Gianluigi Massetti, Ingegnere
Impresa: Fratelli Lucaccioni, Città di Castello (PG)

L'intervento permise il ripristino dell'intera struttura della chiesa, con interventi sulle fondazioni, sulle murature e sul tetto. La rotazione verso l'esterno della facciata fu consolidata mediante tiranti in composito di fibra di carbonio (CFRP), collocati sotto l'intonaco all'interno della chiesa.

La bellissima Resurrezione in vetro sopra l'altare, molto danneggiata, fu restaurata dalla ditta Bodrero.

Opere di restauro architettonico — Cimitero Monumentale di Città di Castello

Il lavoro nella parte monumentale del Cimitero di Città di Castello comprende varie fasi e diversi incarichi, che hanno riguardato le arcate gentilizie, la cosiddetta Esedra, e altri edifici più recenti.

Nelle arcate gentilizie sono stati eseguiti interventi di consolidamento e restauro che hanno interessato tutte le parti, dalle volte fino ad alcune parti delle cripte.

L'ultimo nostro incarico di rilievo è stato il progetto esecutivo per il consolidamento della parte basamentale dei corpi di fabbrica — fondazioni, cripte e scale frontali — al quale, per cause a noi ignote, non ha fatto seguito l'avvio dei lavori. Oggi se ne constata l'ulteriore aggravamento delle condizioni.

Un altro nostro lavoro significativo ha riguardato l'apparato decorativo dell'intero complesso monumentale, di cui il progetto sopra citato faceva parte. In questo studio-progetto sono state indagate le caratteristiche di unitarietà e coerenza architettonica, pur nel succedersi dei vari ampliamenti attraverso i quali, per mano di più illustri progettisti, l'intero complesso monumentale ha acquisito l'attuale consistenza dimensionale e perfezione formale.

La parte monumentale del cimitero si deve a un importante progetto di fine '800, il cui autore fu l'architetto Emilio De Fabris, noto soprattutto per il progetto della facciata di Santa Maria del Fiore a Firenze.

Incarichi

La maggior parte dei nostri incarichi sono stati conferiti dalla Società Laica del Camposanto — prestigioso ente storico a cui si deve il merito della costruzione dell'intero monumento e della sua conservazione, fino alla presa in gestione da parte del Comune di Città di Castello — agli architetti Fabio Giorgis e Luca Massetti, come progettisti e direttori lavori di vari interventi; tutti regolarmente realizzati e completati con l'alta sorveglianza della Soprintendenza ai Monumenti (per mezzo dell'arch. Maurizio Pucci) e dello stesso Ente Società Laica del Camposanto, che ne curava anche il finanziamento.

Progetto e direzione lavori: Architetti Fabio Giorgis, Luca Massetti
Consulente strutturale: Gianluigi Massetti, Ingegnere
Alta sorveglianza: Soprintendenza ai Monumenti (arch. Maurizio Pucci)
Committenza / finanziamento: Società Laica del Camposanto

L'ultimo progetto citato, relativo alla parte basamentale, fu commissionato dal Comune di Città di Castello: siamo ancora in attesa di poter iniziare il lavoro.

Sedie - GFS Studio

Fotografie: Stefano Radicchi

Progetto per la suddivisione della sala di un appartamento mediante parete curva, con caminetto di forma esterna circolare, una grata in legno nero ed elementi chiari a forma di foglia e altre cose non visibili nelle foto.

Tavolo lineare in noce — progetto interni in una casa a Sansepolcro AR.

Tavolo in noce

Tavolo in legno di pero — progetto per una casa a Città di Castello PG.

Fotografie: Stefano Radicchi

Piccolo progetto di arredamento — Città di Castello

È un piccolissimo progetto di arredamento per un appartamento a Città di Castello. Il bagno, troppo stretto all'ingresso, non consentiva di inserire un mobile nei pressi del lavandino: è stata proposta la soluzione visibile nelle foto, senza alcun lavoro di muratura.

Materiali — Piano in pietra Rosa del Portogallo; legno nero con trattamento a poro aperto per le parastrine; cimasa delle stesse realizzata con la medesima pietra, avvitata con elementi in ottone; sportelli e cassetti in legno chiaro; specchio.

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Progetto di arredamento — Sistemazione di una mansarda

Rivestimento in legno di alcune parti della mansarda (divano, caminetto, ecc.). Sono state realizzate le porte e le maniglie tutte su disegno — maniglie in argento, porta vetrata in legno.

Mancano ancora le fotografie finali del progetto completato.

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