Produzione artistica
Una ricerca continua su materiali, superfici e colori. Le resine epossidiche diventano
supporto per opere uniche: pannelli, installazioni e oggetti d'arredo che uniscono
la plasticità della materia alla precisione progettuale.
Ogni pezzo è prodotto artigianalmente in serie limitata o su commissione.
La sperimentazione con pigmenti, inclusioni e texture rende ogni opera irripetibile.
[ Immagine opera 1 ]
[ Immagine opera 2 ]
[ Immagine opera 3 ]
[ Immagine opera 4 ]
[ Immagine opera 5 ]
[ Immagine opera 6 ]
Qui si trovano foto e disegni delle opere perlopiù attualmente in corso di progettazione
o di realizzazione. Nella maggior parte sono progetti di restauro o recupero di edifici
esistenti e storici, anche molto antichi.
ASCENSORE SU PALAZZO STORICO
Lavoro in corso di progettazione
RICOSTRUZIONE CHIESA E CIMITERO DI CELLE
Progetto di restauro e recupero
COMPLESSO PARROCCHIALE DI TITTA
Lavoro in corso di realizzazione
CHIESA E CANONICA DI FIUME
Consolidamento e restauro — In fase progettuale
[ Cimitero Monumentale ]
CIMITERO MONUMENTALE DI CITTÀ DI CASTELLO
Progetto
In questa sezione sono raccolti gli oggetti che ho avuto modo di disegnare durante la mia attività di architetto. Non sono prototipi in cui la fantasia progettuale non ha limiti; più semplicemente potrei definirli progetti in cui la creatività è limitata dalle necessità del reale — e per questo, per esperienza, molto più prolifica.
Parliamo di forme e materie che si discostano dall'esperienza moderna, ma che mi interessa ancora oggi seguire attraverso percorsi particolari: tramite gli artigiani, che realizzano l'oggetto progettato e ne rilevano per primi i difetti; attraverso il committente, che può, se opportunamente seguito, aggiungere ulteriore significato alla cosa da realizzare. L'esperienza è stata molto arricchente.
TAVOLI
Noce, pero e altri legni pregiati
SEDIE
Produzione su commissione
Lavoro in corso di progettazione
La mobilità verticale nelle costruzioni plurifamiliari più alte — oggi edifici di tre piani già sono da considerarsi alti — sia per la presenza di abitanti in media sempre più anziani, sia per gli handicap comunque spesso presenti fra i condòmini, dovrebbe essere al centro degli interessi degli architetti chiamati ad occuparsi di recupero edilizio.
Svariati i vantaggi nel realizzare all'interno di una costruzione alta un comodo ascensore: a parte quelli relativi all'aumento dei valori economici, vi sono forti motivazioni nello scoprire il ruolo di un'attività progettuale in grado di migliorare la vita delle persone, consentendo di dotare spazi, anche storicizzati, di elementi tecnologici aggiornati alla contemporaneità.
Non da ultimo vi è la consapevolezza, che si radica in modo sempre più forte man mano che si procede nel progetto, che la tecnologia possa anche sovrapporsi all'architettura preesistente senza limitarne la lettura, ampliando le modalità di percorrenza dei suoi ambienti e conseguentemente modificandone la percezione.
Nel progetto dell'immagine appare interessante riuscire a percepire gli ambienti della scala che si susseguono nel percorso verticale attraverso le pareti trasparenti del vano corsa dell'ascensore: una modalità tutta nuova di fruire dell'architettura e del suo apparato decorativo preesistente.
Non da ultimo vi sono quelle funzioni, che si potevano svolgere ai piani più comodi e accessibili, le quali, con tale innovazione, possono essere collocate anche agli ultimi piani — si pensi agli uffici e ad attività simili.
Progetto di restauro e recupero
La ricostruzione è quasi integrale: pochi sono gli elementi architettonici che si sono potuti recuperare — qualche cornice, gli elementi in pietra ai lati del cancello d'ingresso, lo stesso cancello, alcuni elementi del coronamento, dai quali però non si è potuto ricostruire il disegno originale. Tutti gli elementi recuperati sono stati riutilizzati; il resto è stato disegnato ex novo.
Le varie forme adottate si ispirano all'architettura tradizionale: i muri in pietra con ricorsi in mattone; rivestimenti in malta dipinta, realizzati "alla prima", senza guide, seguendo le irregolarità delle superfici murarie; cornici ricostruite magistralmente dall'Impresa Milli secondo un disegno apparso nella memoria dell'architetto.
Oltre che di una ricostruzione architettonica, si tratta di un esperimento di "ricostruzione paesaggistica" di un luogo che presenta più di un motivo d'interesse sul piano ambientale. Non esistono testimonianze né fotografiche né descrittive di come fosse l'edificio prima dei bombardamenti aerei e dei crolli che lo hanno interessato fino al 1997.
L'intervento sembra riuscito se si considerano le pubblicazioni locali che lo ritraggono come un qualsiasi elemento del paesaggio da sempre lì, caratterizzante il territorio aperto di Città di Castello.
Fotografie: archivio GFS Studio / Stefano Radicchi
Restauro e recupero funzionale — Diocesi di Città di Castello
L'intervento viene realizzato dalla Diocesi di Città di Castello grazie al contributo Otto per Mille alla Chiesa Cattolica. È un intervento molto esteso sull'intero complesso edilizio — costituito da chiesa e canonica — che presenta notevoli problemi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria, e necessita anche di interventi di restauro e di un recupero funzionale dell'intera struttura.
Il complesso fu realizzato non molto tempo fa. Il suo progettista, Giorgio Giorgi — oggi non più in vita — è stato un architetto molto attivo all'epoca, impegnato nella città sia in progetti di nuove costruzioni, anche pubbliche, sia nel restauro di importanti edifici storici.
Pur non essendo un edificio storico secondo le norme attuali, lo diverrà in tempi relativamente brevi. Anche per questo si è deciso di operare nella progettazione già nell'ottica del recupero, salvaguardando lo stile e lo spirito che caratterizzano il periodo storico durante il quale chiesa e canonica furono realizzate — anni '60/'70 — volendo in tal modo trasmetterli alle generazioni future.
L'intero complesso va considerato come una preesistenza importante rispetto all'edificato circostante: fu il primo intervento edilizio nella pianura che lo ospita, all'epoca destinata esclusivamente ad uso agricolo. Gli spazi di pertinenza del complesso compensano la grave mancanza di spazi urbani comuni che la pianificazione frettolosa di quegli anni aveva trascurato.
Fotografie: archivio GFS Studio
Restauro post-sisma 1997
Questo è uno degli edifici antichi che la Parrocchia di S.M. Madre della Chiesa ha potuto, in parte, recuperare con le operazioni di restauro realizzate mediante i contributi — insufficienti, per la verità — del sisma del 1997. Tali contributi sono appena serviti a rimettere in sesto una struttura che stava letteralmente per collassare.
Un progetto di recupero completo sarebbe già pronto per trasformare il complesso in modo definitivo, ma la Diocesi per ora ha altre urgenze. Si dovrà ancora attendere prima di poter vedere finanziato tale progetto e dare avvio ai lavori conclusivi.
Chi si dovesse imbattere nella presente descrizione può constatare, a titolo di informazione, un accenno della ricchezza storica di quanto era contenuto all'interno di questi monumenti. Attualmente oggetti, quadri e altro che erano parte del complesso edilizio, con autorizzazione della Soprintendenza, sono stati trasferiti altrove per difenderli da atti vandalici e da furti.
Si spera di poterli presto reintrodurre negli spazi originari, rendendo possibile quell'esteso museo del territorio tifernate che si estende per l'intero comprensorio.
Fotografie: Stefano Radicchi
[ Immagine progetto ]
Progetto
Intervento sul Cimitero Monumentale di Città di Castello. Contenuto in aggiornamento.
Fotografie: Stefano Radicchi
Tavolo lineare in noce — progetto interni in una casa a Sansepolcro AR.
Tavolo in legno di pero — progetto per una casa a Città di Castello PG.
Fotografie: Stefano Radicchi
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