Restauro post-sisma 1997
Questo è uno degli edifici antichi che la Parrocchia di S.M. Madre della Chiesa ha potuto, in parte, recuperare con le operazioni di restauro realizzate mediante i contributi — insufficienti, per la verità — del sisma del 1997. Tali contributi sono appena serviti a rimettere in sesto una struttura che stava letteralmente per collassare.
Un progetto di recupero completo sarebbe già pronto per trasformare il complesso in modo definitivo, ma la Diocesi per ora ha altre urgenze. Si dovrà ancora attendere prima di poter vedere finanziato tale progetto e dare avvio ai lavori conclusivi.
La canonica attende da tempo un finanziamento per il suo riutilizzo. Subito dopo il terremoto
del 1997 vi furono eseguiti i primi lavori, viste le condizioni di possibile crollo che si
stavano verificando, grazie a un finanziamento statale per i danneggiamenti regolarmente ottenuto.
Prima dei lavori furono messe in sicurezza le opere pittoriche e gli oggetti di valore
archeologico che si trovavano all'interno della chiesa.
Da accordi con l'allora Economo, la parte restante dei lavori sarebbe stata garantita dalla
Diocesi stessa: il Parroco aveva ottenuto il via libera per una serie di interventi finalizzati
al riutilizzo dell'intero complesso, che poi non fu più possibile realizzare per motivi esterni
alla Parrocchia.
Nei primi anni Duemila furono stanziati, dietro opportuna richiesta, i fondi per la messa in
sicurezza della chiesa — allora molto malmessa — e dell'altra chiesa storica della parrocchia,
quella di Userna Alta. Si attende ora solo il finanziamento finale per la conclusione dei lavori,
per il quale il progetto è già stato redatto, nel 2016.
Primo finanziamento — 1998 circa (messa in sicurezza)
Progetto e direzione lavori: Fabio Giorgis, Architetto
Parroco: Don Piero Guerri
Impresa: Antonio Giambi
Indagini sotto scialbo e altro: Giuliano Guerri, Restauratore
Agli inizi degli anni Duemila si ottenne un secondo finanziamento, questa volta destinato
alla sola chiesa. I lavori furono seguiti dallo stesso parroco, Don Luigi Guerri.
Secondo finanziamento — inizio anni 2000 (chiesa)
Progetto e direzione lavori: Fabio Giorgis, Architetto
Parroco: Don Luigi Guerri
Restauro opere pittoriche: Giuliano Guerri
Impresa: Fratelli Lucaccioni, Città di Castello (PG)
Si attende adesso di poter realizzare l'ultima parte del lavoro, con finanziamento CEI, per
il quale il progetto è già stato redatto e consegnato, a firma di Fabio Giorgis.
Chi si dovesse imbattere nella presente descrizione può constatare, a titolo di informazione, un accenno della ricchezza storica di quanto era contenuto all'interno di questi monumenti. Attualmente oggetti, quadri e altro che erano parte del complesso edilizio, con autorizzazione della Soprintendenza, sono stati trasferiti altrove per difenderli da atti vandalici e da furti.
Si spera di poterli presto reintrodurre negli spazi originari, rendendo possibile quell'esteso museo del territorio tifernate che si estende per l'intero comprensorio.
Le mensole di gronda sono state tutte ricostruite con le stesse lastre in pietra originali (non in mattone).
Parti della quadreria che era a Fiume
Probabilmente opera dello Sguazzino — si trovava nel braccio sinistro del transetto, prima del terremoto del 1997.
Sull'altare maggiore, forse opera del Chialli — prima del 1997.
Crocefissione con Santi, non attribuito.
Plastici di studio
Tre momenti durante il lavoro
Fotografie: Stefano Radicchi